Generazioni in Dialogo

La pace del mondo inizia dentro di noi. Quando ci guardiamo negli occhi e ci apriamo al dialogo scopriamo il valore e la dignità umana che è in ognuno di noi.

Il dialogo vuol dire ascoltare e comprendere l’altro.   -Dalai Lama- 

Fine settimana per genitori e figli adulti condotto da Barbara Probst e Margherita Vannoni
con il Patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli/Firenze

1-3 dicembre 2017

Un fine settimana toccante e profondo, dove è possibile, guidati con amore e professionalità, entrare in relazione con il proprio figlio e con il proprio genitore come forse non è mai stato possibile, ma come ognuno nel proprio cuore desidera da sempre.

Ogni esperienza positiva e anche difficile vissuta in famiglia ha lasciato delle tracce. Allo stesso tempo tali esperienze hanno contribuito a renderci la persona che oggi siamo. Il nostro passato condiziona noi esseri umani fino alla vecchiaia e influenza i nostri rapporti affettivi.
Inconsapevolmente trasmettiamo alla generazione successiva quello che abbiamo imparato e sperimentato. A volte rimangono delle ferite o dei conflitti fino all’età adulta, e allora siamo in crisi con la madre o il padre o anche con la figlia o il figlio.

Questo fine settimana offre l’occasione di approfondire questa relazione speciale, di esprimere ciò che è difficile e di chiarire equivoci. È così che possono guarire le ferite. Nei dialoghi strutturati e guidati con attenzione e professionalità, i genitori e i figli imparano ad ascoltare, a comprendere e ad apprezzare se stesso e l’altro.

Che cos’è un dialogo?

Sono poche le persone che hanno mai vissuto un vero dialogo. Conosciamo la conversazione, la discussione, i dibattiti e tante altre forme di scambio intellettuale, ma non il dialogo. Lo scambio verbale spesso si svolge nel seguente modo: l’adulto fa delle domande e il figlio risponde, oppure l’adulto spiega, dà delle istruzioni, delle indicazioni o dei consigli e il figlio conferma se ha capito o no. Queste forme verbali si basano su un atteggiamento di giudizio e di critica e sul desiderio di cambiare l’altro. Ognuno cerca di confermare e di indurre le proprie idee, teorie e convinzioni.

Il dialogo è un’altra cosa.

Per condurre un dialogo è richiesta la capacità di saper spogliarsi dalle proprie idee, opinioni e convinzioni per rendere disponibile se stessi- i propri sensi, l’intelletto, la propria esperienza di vita – al figlio/al genitore. Il dialogo si basa su un atteggiamento empatico e aperto, sulla curiosità di conoscere il figlio/il genitore, e su un vero interesse di incontrarlo nel suo “mondo”.

Un tale atteggiamento di attenzione è centrato su ciò che accade nel momento del dialogo e permette di scoprire qualcosa di nuovo, di sconosciuto, di nascosto di sé e dell’altra persona. Alla fine di un vero dialogo entrambe le persone si sentono nutrite e arricchite di consapevolezza e di comprensione per se stessi e per l’altro.

La conciliazione con il passato attiva delle forze nascoste e permette di andare liberamente per la propria strada, vivendo con il genitore o il figlio una vicinanza giusta per entrambi. Ogni attività proposta permette a genitori e figli di essere riconosciuti nel proprio ruolo e nella propria umanità, toccando così il mistero della relazione più speciale, profonda e duratura della nostra esistenza.

Luogo: Centro ArPA – Bagno a Ripoli/Firenze
Orari: venerdì ore 17-22 sabato ore 10-19.30 domenica ore 10-16.30

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